La piaga dell’alcolismo è uno dei pochi elementi che accomuna tantissime differenti società. Per estirpare la radice di tale fenomeno si è ricorso ad innumerevoli metodi, ma i risultati non sono stati sempre incoraggianti. Penso alle norme pro
ibizioniste, penso alle tasse sugli alcolici, penso al quantitativo minimo permesso…
In Svezia, paese nel quale la libertà certamente non manca, è severamente vietato vendere alcolici nei supermercati: percentuale alcolica massima consentita è il 3,5%. Una birra non troppo forte, per fare un esempio.
Per gli alcolici dal 3,5% in su esistono delle apposite rivendite, dislocate in vari punti delle città (almeno a Stoccolma), a volte presidiate da delle guardie – a seconda della zona, del giorno e dell’orario. Si tratta di veri e propri supermercati dell’alcool: le persone devono recarsi appositamente in queste rivendite se vogliono fare un qualsiasi uso di alcolici, spesso queste rivendite hanno orari di chiusura molto anticipati rispetto alla normale attività commerciale – anche se, a dire il vero, anche quest’ultima chiude i battenti molto prima rispetto all’Italia -, e i prezzi degli alcolici sono altissimi per via di una rigida tassazione.
Tutto ciò costituisce un deterrente per tantissimi. Certo, il fenomeno dell’alcolismo è diffuso anche qui, ma – probabilmente – viene reso più “scomodo”. La gente è libera di comprare alcool, ma solo se è disposta ad accettare determinate regole.
Ricordo che, nei fine settimana soprattutto, Copenhagen si riempiva di Svedesi (Copenhagen-Malmö dista soltanto 30 minuti di treno), i quali tornavano a casa con imponenti quantitativi alcolici: in Danimarca non esistono tasse sull’alcool e anche i supermercati sono autorizzati alla vendita…e non ci sono controlli alla frontiera per via di un accordo di qualche anno fa.
Ma sappiamo tutti che l’alcool non è un amico sincero, soprattutto per chi si mette alla guida in stato di ebbrezza. Ogni fine settimana, soprattutto in Italia, ai chiassosi divertimenti delle discoteche fanno seguito molto spesso terribili ed assassini incidenti automobilistici.
In Svezia si è elaborato un progetto. Si chiama Alkolås, tradotto in inglese Alcolock. Si tratta di un sistema di “serrature” per automobili che non permettono l’accensione del motore nel caso in cui il conducente abbia fatto abuso di alcool. Il sistema è molto simile al “palloncino”: per accendere la macchina occorre soffiare in un tubicino,
viene analizzato il tasso etilico e se tutto risulta nei parametri consentiti la macchina parte, in caso contrario si deve aspettare…
Si dice: “Fatta la legge, trovato l’inganno”…e anche Alcolock ha trovato ben presto qualcuno in grado di manomettere il suo sistema. Ma i lavori dell’organizzazione MHF (Swedish Abstaining Motorists’ Association), associazione che ha promosso Alcolock, non si fermano.
In mancanza di altri metodi più efficaci, perché non obbligare tutte le case automobilistiche – almeno europee – ad adottare il sistema? Non tutti saranno in grado di manometterlo al primo tentativo! E forse si contribuirà a salvare centinaia di vite umane: anche quelle degli astemi.
La serratura dell’Alcool
November 14, 2006 by Federico











Potrebbe essere una buona soluzione. Purtroppo ci sarà sempre qualcuno che riuscirà ad aggirare l’ostacolo, ma speriamo che la gente ubriaca sia ubriaca al punto da non ricordarsi come ingannare il sistema.