La sera del 10 aprile 2006 mi trovavo in Sardegna. Il giorno prima avevo compiuto il mio dovere di cittadino: ho votato. Non che questo mi rendesse felice: l’esigenza primaria era liberarsi dal Governo Berlusconi. Ho votato il meno peggio, come tanti in quei due giorni hanno fatto.
Dicevo…la sera del 10 aprile ero in Sardegna. I pomeridiani exit-poll erano incoraggianti per il centro-sinistra, non ho visto la necessità di stare incollato al televisore per seguire gli sviluppi – come ho sempre fatto per ogni tipo di elezione -, sembrava tutto scontato. Quella sera sono andato con la mia compagna a fare una passeggiata sulla spiaggia vicino a casa.
Ad un tratto, a lei, arriva un messaggio da un amico, anche lui svedese ma che in quel periodo studiava in Russia.
L’sms recitava pressappoco così:”A quanto pare vince Silvio…“.
All’inizio ho pensato che l’informazione dell’amico fosse un tantino distorta vista la lontananza e visto il Paese in cui si trovava.
Ma sottovalutavo.
Immediata decisione è stata quella di tornare urgentemente a casa. Durante il tragitto ripetevo in continuazione: “è impossibile, è impossibile, c’è un trucco, gli exit-poll parlavano chiaro…è impossibile”.
Arrivato a casa la conferma.
Berlusconi aveva recuperato. E aveva recuperato tantissimo, troppo.
Il mio stato d’animo in quei momenti era un misto tra incredulità, rabbia, sconforto, di nuovo rabbia e di nuovo incredulità. Berlusconi è stato in grado di rovinarmi anche la cena.
A notte fonda la situazione si è stabilizzata: anche il problema del Senato sappiamo come si è risolto.
Il 24 novembre uscirà in edicola il nuovo film-documentario di Enrico Deaglio. Il titolo: Uccidete la Democrazia! Memorandum sulle elezioni di Aprile.
Si parla delle ultime elezioni politiche. L’incredibile gap tra exit-poll e dati definitivi, lo strano andirivieni del ministro dell’interno Pisanu tra il Viminale e Palazzo Grazioli (residenza romana di Berlusconi) – mai visto nei delicatissimi e concitati momenti di affluenza dati -, una
inconsueta quantità di schede bianche – al di sotto della soglia “fisiologica” -, un particolare sistema informatico che permette di trasformare le schede bianche in schede “buone” per uno schieramento…
Il centrosinistra sarebbe stato a conoscenza del meccanismo, ma forte della sua maggioranza – seppure risicata – non avrebbe volontariamente acceso la miccia dello scandalo.
Interessanti i commenti a riguardo di Piero Ricca e di Nando dalla Chiesa, dai quali ho tratto queste informazioni.
Per ciò che mi concerne io ritengo che l’uso del condizionale sia d’obbligo. Non ci sono certezze, e forse non le avremo mai.
I dubbi rimangono, e sono tantissimi. Nessuno stupore, sia chiaro: è normalissimo che in Italia tutto funzioni come non dovrebbe funzionare.
Staremo a vedere il film di Deaglio, e sono sicuro che ci lascerà l’amaro in bocca.
Ci passerà la voglia di votare.














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