Hilary Koprowski è un virologo polacco.
Dopo aver ricevuto un prestigioso incarico negli Stati Uniti, decide di partire per l’Africa Centrale. Siamo alla fine degli anni ‘50: la malattia da sconfiggere è la poliomielite.
La gara per trovare il giusto vaccino è aperta già da tempo: nel 1955 il virologo Jonas Salk perfeziona il primo vaccino anti-polio della storia della medicina; qualche anno dopo un altro virologo, Albert Sabin, mette a punto un altro vaccino anti-polio: questo, a differenza del precedente, è da assumere per via orale. Ben presto milioni di persone in tutto il mondo vengono vaccinate. E i casi di poliomielite diminuiscono drasticamente. Un successo della scienza e della medicina. Uno dei successi più importanti della storia.
Ma torniamo a Hilary Koprowski.
Lo abbiamo lasciato in Africa Centrale, precisamente nella zona degli attuali Repubblica Democratica del Congo, Burundi e Ruanda.
Il suo scopo è trovare un ancora più efficace vaccino anti-polio.
Per fare questo gli servono due elementi:
1- Esseri Umani;
2- Scimmie.
Se la funzione che dovevano svolgere gli Esseri Umani è tristemente intuibile, quella delle scimmie è un po’ meno scontata. Le scimmie, o meglio i reni delle scimmie, possiedono dei tessuti cellulari in grado di far riprodurre il virus della poliomielite in quantità “industriali”. Più virus disponibili, più quantità di antivirus producibili (i vaccini si creano mediante la manipolazione del virus da sconfiggere, il quale viene o ucciso o “tramortito” in modo che non possa svolgere la sua funzione originale).
Le scimmie sono portatrici naturali di specifici virus: ad esempio l’SV40 o il SIV. Le scimmie sono portatrici sane di tali virus: ciò significa che non si ammalano, ma sono in grado di trasmettere malattie.
Koprowski sperimenta il suo vaccino antipolio su più di un milione di persone: un vaccino antipolio, certo, ma contaminato dai virus delle scimmie SV40 e SIV. Quest’ultimo è geneticamente molto simile al virus dell’HIV, anch’esso proveniente dalle scimmie.
E se il SIV non porta danni all’uomo, l’HIV porta – come tristemente sappiamo – l’AIDS.
Solamente dai primi anni ‘80 si riescono ad identificare certe famiglie virali. Ma attraverso l’analisi di campioni sanguigni o di tessuti prelevati in precedenza, si è riuscito a scoprire una serie di episodi “sospetti”. A quanto pare il primo caso di HIV nell’uomo risale al 1959. Ciò che risalta di più è il luogo del “ritrovamento”: Leopoldville, ora Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo. Esattamente la zona nella quale il dottor Koprowski sperimentò il suo vaccino antipolio.
Non essendo io un virologo, spero di non aver scritto imprecisioni.
Sicuram
ente, da questo punto di vista, è molto più adeguato e completo un interessante lavoro di Christian Biasco, un attore che attraverso il suo “documentario teatrale” intitolato L’origine del Male, si è fatto portavoce della teoria secondo la quale l’AIDS sarebbe scaturita da errori umani nella creazione e distribuzione dei primi vaccini antipolio.
Una teoria interessante, verosimile, da sempre “censurata” dal mondo scientifico che conta.
I motivi di tale censura non sono chiari, ma con un po’ di immaginazione forse si arriva a capire: probabilmente il “colpevole” della catastrofe dell’AIDS è ancora identificabile?
Tutte le domande che lo spettacolo di Biasco mette sul tavolo, e tutti gli indizi analizzati mi ricordano tanto il gioco in voga quando ero bambino: Indovina Chi?
Questa volta però sono convinto che non sia Sam (non capisco perché ma quando giocavo il personaggio da indovinare era 9 volte su 10 proprio Sam). Non so se sia responsabilità di Koprowski o meno. Quello che so con certezza è che qualcuno è responsabile di più di 40milioni di morti. E neanche questo qualcuno – come troppi nella storia – pagherà mai.
[Arcoiris.tv]
1h40min (circa)











Questo interessante post, mi ricorda quei pazzi del mio Centro che non vedono l’ora di andare in Cina a farsi trapiantare cellule staminali di topi, con la stessa probabile conseguenza che rischi di beccarti qualche malattia dei simpatici topolini, prima fra tutti la leptospirosi, che non augurerei neanche a Prodi e ho detto tutto.