Il 25 aprile del 1945 Milano era libera. Da lì a poco sarebbero cessati i combattimenti nelle montagne e l’Italia sarebbe stata proclamata finalmente libera da nazismo e fascismo.
Peccato che, però, il fascismo abbia tranquillamente continuato ad esercitare la sua pseudoideologia in alcune menti, in alcune amministrazioni pubbliche, nei quadri delle forze dell’ordine, nella magistratura, nella massoneria, nel clero, e in qualche ingenua mente popolare. L’Italia non si è mai liberata dal fascismo: uno spettro in grado di trasformarsi a seconda delle esigenze, a seconda dei tempi, a seconda degli uomini. E questo non viene detto neanche nei libri di storia. Il fascismo non ha mai smesso di esistere, anzi pian piano ha acquisito una legittimazione sempre più ampia che lo ha portato a forare quella sottile linea che separa illegalità da legalità. Ed oggi il fascismo, con i suoi numerosi movimenti, fa comizi pubblici nelle piazze, vince le elezioni, va in televisione, continua a scrivere sui giornali…
Ed ora che non c’è più neanche la sinistra, il 25 aprile rischia di perdere completamente il suo significato. L’ennesima prova di questa ardua considerazione è di qualche giorno fa. L’ex Partito Comunista Italiano (PCI), nonché ex Partito Democratico della Sinistra (PDS), nonché Democratici di Sinistra (DS), fra poco meno di un anno confluirà nel cosiddetto Partito Democratico (PD), un amalgama artificiale, confuso, opaco, privo di qualsiasi sostanza, lontanissimo da quella spinta popolare, da quel contatto con la massa, da quell’entusiasmo democratico e sociale che dovrebbe caratterizzare un partito di sinistra. Un amalgama a scatola chiusa, nel quale siederanno anche gli ‘autorevoli’ esponenti dell’attuale Margherita.
Questa dei DS è stata l’ultima mossa di una escalation cominciata nel 1991. Una escalation verso un’unica direzione: destra. Un tentativo di emulazione di chissà quale altro partito presente nella scena internazionale! Democratici americani? Laburisti inglesi? Socialdemocratici tedeschi? Non trovo al momento nessuna possibile somiglianza tra questi tre e il potenziale Partito Democratico…
Ciò che noto, con estremo rammarico da elettore di
sinistra quale sono, è che nel nome (e nelle intenzioni manifestamente annunciate) manca una lettera chiave: la “S”. Una “S” che significava SINISTRA, sia nel partito nato nel 1991, sia in quello del 1998; ma una “S” che, in qualche modo, significava anche SOCIALISMO.
Il PD non sarà quindi né di sinistra, né tanto meno socialista (come ha ribadito Rutelli in merito all’adesione al Partito Socialista Europeo). E non sarà, a rigor di logica, nemmeno più nell’Internazionale Socialista!
Un distacco palese da quei valori che hanno accomunato milioni di persone, da quei valori per cui hanno sacrificato la propria vita migliaia di individui, da quei valori che hanno segnato la storia…Un adeguamento liberale e liberista di quei sedicenti comunisti che vivono borghesemente già da un pezzo.
L’unico auspicio è che le altre forze di sinistra, spinte dalla contrarietà degli episodi, siano in grado di creare un nuovo organismo che sappia dosare in un unico progetto i lati buoni del vecchio ideale socialista e i lati buoni che il progresso e l’attualità delle cose hanno messo in campo. Un auspicio un po’ utopico, me ne rendo conto, ma forse non del tutto impossibile.
25 aprile
April 25, 2007 by Federico














Siamo uomini, a volte riusciamo ad imparare dai nostri errori, altre volte riusciamo ad imparare dall’esempio e dall’esperienza di chi ci ha preceduto… Per questo ritengo che il tuo auspicio non sia così utopico come puoi pensare.
Siamo uomini, in quanto tali liberi di scegliere: questa è la nostra fortuna e la nostra maledizione.
PD… certe stronzate le riusciamo a fare solo in Italia!