Un grande testo, nel quale mi ritrovo appieno, e una musica ‘poliedrica’ che a mio parere rispecchia fedelmente due sentimenti contrastanti: il malinconico silenzio della solitudine e quel barlume di euforica speranza che ci permette di andare avanti…
Se avessi gridato a voce alta i dolori che ho conosciuto e i segreti che ho sentito, avrei placato i miei pensieri, qualcuno avrebbe condiviso il peso, ma non respirerò una parola…quando i bambini ridevano, io avevo sempre paura del sorriso del clown, così chiudevo gli occhi sino a che non potevo vedere la luce, e venivo nascosto dal suono…sento il pianto della foglia di un albero come cade in terra, sento chiamare una voce che fa eco e non c’è nessuno intorno…Siamo uguali, io e il silenzio, abbiamo bisogno di un’opportunità per parlare a fondo delle cose; siamo uguali, io e il silenzio, troveremo un modo per uscirne fuori…
Siamo a
Londra, 1975: Alan Parson è un ingegnere del suono che vanta collaborazioni con i Beatles prima, con Paul McCartney dopo, e anche con i Pink Floyd; Eric Woolfson è un avvocato scozzese, che si diletta a cantare e a comporre canzoni. I due decidono di mettere su un progetto, che prende il nome di ‘Alan Parson Project‘, basato sul concept album: ogni canzone del disco dovrà avere un collegamento – semantico e musicale – con le altre.
La canzone ‘Silence and I’ è contenuta nell’album del 1982, dal titolo ‘Eye in the Sky’, interamente ispirato dall’omonimo racconto di Philip K. Dick (il leitmotiv di questo lavoro, dal medesimo titolo, è probabilmente la canzone più conosciuta del gruppo).
Londra, 1975: Alan Parson è un ingegnere del suono che vanta collaborazioni con i Beatles prima, con Paul McCartney dopo, e anche con i Pink Floyd; Eric Woolfson è un avvocato scozzese, che si diletta a cantare e a comporre canzoni. I due decidono di mettere su un progetto, che prende il nome di ‘













Ho schiacciato il bottone un post a caso e mi è spuntato fuori quest’altro bel testo :)
vedi che c’hai l’orecchio buono.
@ TopGun: grazie! :-)