Il problema dello smaltimento dei rifiuti non affligge soltanto Napoli e la Campania. Se poi si distingue tra smaltimento puro e semplice e smaltimento corretto, la questione si estende a tutta l’Italia.
Esistono certamente dei sani virtuosismi, soprattutto nei centri medio-piccoli del Nord, ma credo che se si facesse un bilancio nazionale i risultati non sarebbero incoraggianti. Sia chiaro: non sono affatto un esperto di tecniche di smaltimento, e non sono in grado di valutare in modo dettagliato tutte le tecniche esistenti. Ma arrivo certamente a capire delle cose, a mio avviso basilari.
Sulla fondamentale importanza della raccolta differenziata non c’è da discutere. Sul fatto che i rifiuti potenzialmente tossici (batterie, medicinali, chimici, componenti elettriche, olî esausti, etc.) debbano essere a loro volta ulteriormente differenziati e adeguatamente smaltiti, stesso discorso: è di estrema importanza farlo. Ed il problema è tutto qui: io, come numerosissimi cittadini, ho capito. Altri, come numerosissimi altri cittadini, non hanno ancora compreso, o non hanno voluto comprendere.
In questi ultimi giorni, nella mia sarda cittadina, gli addetti alla nettezza urbana hanno attaccato ad ogni cassonetto (superstite) un messaggio: ‘Nei prossimi mesi questo cassonetto sparirà e partirà il nuovo sistema di raccolta differenziata porta a porta’.

Il caso ha voluto che io stessi uscendo di casa proprio quando l’addetto appiccicava l’adesivo nel cassonetto vicino. Tutto d’un tratto, come se il cassonetto fosse sorvegliato in ogni minuto della giornata (e forse, in alcuni casi, è proprio così) una folla incuriosita (di donne) si è avvicinata, ha letto il messaggio ed ha cominciato a commentare in sardo: “deu no comprendu poita” (io non capisco perché), “no sciu a ita serbidi” (non so a cosa serve), “ma ita oli nai, deu de custas cosas no ci cumprendu nudda” (ma cosa vuol dire, io di queste cose non ci capisco niente). C’è stato anche chi, dopo aver letto ha fatto una smorfia (della serie: è così, cosa ci posso fare?), e chi è passato dritto senza evidenti reazioni.
Il problema nel problema è che, se queste signore sono giustificabilissime perché non informate (e non solo per colpa loro) e non interessate alle – o intimorite delle – novità (perché nate e vissute in una realtà estremamente piccola e chiusa), al contrario non è da giustificare chi ha (avuto) le possibilità e i mezzi per capire determinate cose e continua a fare finta di niente. Esattamente come un ragazzo sulla trentina che stamattina ha parcheggiato la sua auto davanti al cassonetto (probabilmente veniva da un’altra parte della città) ed è rimasto dieci minuti a scaricare scatoloni pieni di chissà che e barattoli di vernice. [Io non sono solito 'sorvegliare' il cassonetto...ma oggi ho visto la scena].
Spero che il Comune, prima di ritirare definitivamente tutti i cassonetti, si preoccupi di informare e responsabilizzare adeguatamente la gente. E’ solo così che il mondo migliora. E’ solo così che il sistema potrà diventare finalmente virtuoso. Meglio tardi che mai.











Spero che da Noi funzioni il nuovo sistema, anche se molta parte della popolazione non vede di buon occhio la differenziata….
A presto!! :-)
@ AndreA: lo spero tanto anch’io! A presto!