Chi mi legge da un po’ avrà capito che la mia mente è varia (e a volte pure avariata). E se è vero che “il blog” è una rappresentazione virtuale di ciò che – pressapoco – è la realtà, questa mia pagina non fa eccezione: io sono quello che scrivo, e ciò che scrivo sono io (o quasi). Quindi perché nascondere un’altra mia passione?
Adoro cucinare.
Lungi dall’essere chissà quale chef affermato, lungi dal sapere potenziali energetici e vitaminici, lungi dal ricordarmi l’esatto nome delle spezie o simili, diciamo che mi diverto a provare. A volte riuscendo pure a trovare la giusta sinergia fra gli ingredienti. Capita, altresì, di non ottenere il risultato sperato: ma solitamente anche le peggior cose risultano abbastanza commestibili. Con mio grande stupore.
Per questa involontaria predisposizione ringrazio mia madre, vera e propria iniziatrice da quando, ancora in tenera età, mi mise per la prima volta davanti ad un fornello; ringrazio la mia compagna che mi lascia il monopolio della cucina, senza troppi convenevoli a dire la verità :-), e ringrazio i supermercati svedesi che – a differenza di quelli italici – probabilmente sono più piccoli ma fornitissimi di cibi sconosciutissimi sino a qualche anno fa…
Quindi oggi parlo della mia ultima invenzione: pollo con anacardi in salsa di soia.
Occorrono dei petti di pollo, che verranno sadicamente tagliati a cubetti e messi in una padella antiaderente assieme ad uno (o più) spicchio d’aglio – anch’esso triturato senza pietà – e un po’ di prezzemolo, un goccio d’olio e qualche pizzico di sale. La fiamma deve essere medio-bassa per un individuo comune, altissima per chi è solito mangiare cibo carbonizzato. Quando la carne è rosolata, si aggiunge la salsa di soia – orientativamente 250 ml, ma dipende dai gusti – e un filo di vino bianco. Quando tutti i liquidi sono irrimediabilmente evaporati, se e solo se la carne è ben cotta, si aggiungono gli anacardi (sono molto simili agli arachidi, vanno bene anche se sono già tostati), e si lascia tutto sul fuoco per qualche minuto. Il tempo di cottura di questo piatto è minimo, ed è ottimo se si mangia con il riso basmati (a sua volta condito con un po’ di salsa di soia).
[Chissà se il topo di Ratatouille mi assumerebbe nel suo ristorante...hey Remy, se passi di qui e ti serve un altro aiutante, mandami una e-mail. Promesso, non cucinerò topolini!]














beato te che adori cucinare. per me è sempre una “botta in fronte” :)