Esattamente ventotto anni prima della versione dei Kansas (*), A
retha Franklin registrava “Eleanor Rigby” per il suo album “This girl’s in love with you” (1970). Ma con qualche “ritocco”, rispetto alla versione originale dei Beatles (e alle altre numerose versioni succedutesi negli anni).
Il testo non è più in terza persona, ma diventa in prima:
Io sono Eleanor Rigby, ho raccolto il riso nella chiesa dove c’è stato il matrimonio, conservo la mia maschera in un vaso sulla porta, tu vuoi sapere per chi…tutte le persone sole, da dove vengono…a dove appartengono…Padre McKenzie che scrive le parole di un sermone che nessuno ascolterà, nessuno vicino, guardalo lavorare, rammenda i suoi calzini nella notte, cosa gli importa…tutte le persone sole da dove vengono…a dove appartengono…Eleanor Rigby giace morta nella chiesa, e viene sepolta assieme al suo nome, nessuno è venuto, Padre McKenzie si pulisce le mani appena va via dalla tomba, e dice…tutte le persone sole da dove vengono…a dove appartengono…come Eleanor Rigby…si devono amare le persone sole…
E l’arrangiamento è molto lontano da quello originale: gli straordinari archi diretti da George
Martin per “Revolver” (1966) lasciano il posto al classico soul, vera e propria “anima” degli album di Aretha Franklin o del rimpianto Otis Redding (per fare solo due esempi).
Come per numerose canzoni dell’ex quartetto di Liverpool, anche per “Eleanor Rigby” rimane tuttora da chiarire qualche particolare: a cominciare dalla “paternità”. Paul McCartney ha sempre affermato di esserne l’autore principale – e probabilmente l’idea fu realmente sua -, John Lennon ha più volte insistito sull’importante contributo che avrebbe dato alla stesura del testo, George Harrison e Ringo Starr pare abbiano suggerito qualche modifica, e sembra che anche l’amico Pete Shotton abbia dato il suo parere nell’occasione.
L’aspetto più “intrigante” riguarda sicuramente il significato della canzone, e la più o meno fittizia corrispondenza con fatti e persone realmente esistite. Il testo parla di solitudine (nell’originale questo aspetto risulta più chiaro). Due esistenze, Eleanor e Padre McKenzie, che si muovono sole in un unico “palcoscenico”: una chiesa, che si riempie per i matrimoni, ma che è vuota quando il prete tiene i suoi discorsi, o quando Eleanor fa pulizia (raccoglie il riso). Due esistenze che nella loro solitudine si fanno compagnia. Sino a quando Eleanor muore, senza aver realizzato i suoi sogni, e viene sepolta dal solo Padre McKenzie.
McCartney ha sempre spiegato l’origine dei nomi presenti nel testo in questo modo: Eleanor (Bron) era l’attrice che ha collaborato al film dei Beatles “Help!“; Rigby era il nome di un negozio di Bristol (“Rigby & Evens Ltd, Wine & Spirit Shippers”); Father McKenzie (nella primissima stesura del testo pare che fosse “Father McCartney”), era un cognome pre
so dall’elenco telefonico (che evitava facili riferimenti al padre di Paul, e che non alterava la metrica).
Ma negli anni ‘80, nel cimitero di una chiesa di Woolton (sobborgo di Liverpool, dove i giovanissimi Lennon e McCartney si incontrarono per la prima volta, e dove si possono trovare tanti riferimenti alle canzoni dei Beatles, ad esempio la casa per bambini “Strawberry Field”), vengono scoperte – a poca distanza – due tombe: una è di Eleanor Rigby, l’altra di un certo McKenzie. L’ex beatle nega ogni riferimento voluto e si richiama al subconscio, tanti fans del quartetto la pensano in modo diverso e hanno fatto del vecchio cimitero una strana e inusuale meta di pellegrinaggio.











Se non lo conosci ti consiglio la versione di Eleonor Rigby dei Pain. Sono svedesi ;)
@ Fabristol: mi manca. Grazie!
ed ecco che la Svezia torna sempre :D
Per Topgun
La Svezia è dappertutto: tu non lo sai ma ti circonda ogni giorno tra idee, oggetti e storia.
Senza la Svezia il mondo sarebbe completamente diverso da quello che è oggi. ;)
I nove milioni di abitanti più influenti della storia dell’umanità…
Per “tu non lo sai” intendevo un tu generico, non topgun in particolare. Credo che lo sappia abbastanza bene. ;)