“Rädda Italien från italienarna!” Tradotto: “Salvate l’Italia dagli Italiani!”
Il titoletto introduceva uno dei tanti articoli che la stampa svedese dedica, in questi giorni, alla delicata situazione elettorale italiana. L’attenta conoscenza dei fatti italici porta esperti ed opinionisti svedesi alle medesime conclusioni, indipendentemente dalla parte politica cui appartengono: l’Italia ha bisogno di un Governo serio e finalmente efficiente, ovviamente non presieduto da Silvio Berlusconi.
A tal proposito è preoccupante sottolineare l’avversione che anche i liberali, i popolari, i moderati e i cristiano-democratici (in parole povere, la destra svedese) hanno nei confronti di Berlusconi.
L’intero fenomeno del berlusconismo è alieno all’intera cultura democratica europea
: è un virus che attacca i sistemi sociali deboli, che si nutre delle ignoranze popolari e delle sempre efficaci pratiche nepotistiche, che si espande attraverso tv e giornali, che si crea un potente sistema immunitario attraverso la mistificazione della realtà; il berlusconismo è un misto di religione e massoneria, di nazionalismo e localismo elevati alla massima potenza; il berlusconismo è un’idea economica aleatoria e distorta; il berlusconismo è un atto criminale; il berlusconismo è una catastrofe culturale.
E a pensarci bene, è proprio quest’ultimo elemento a destare le maggiori preoccupazioni.
Se le precedenti esperienze governative di Berlusconi sono state – per il bene pubblico – fallimentari da tutti i punti di vista (politica interna, internazionale, economica, ambientale, giudiziaria), c’è poco da fare: inutile piangere sul latte versato, ma è obbligatorio capire dagli errori le future strategie e non permettere più a quel signore di sedersi a Palazzo Chigi. Alcune dinamiche si possono invertire nel medio-breve periodo, se vengono spinti i tasti giusti nel momento giusto.
Ciò che è estremamente difficile da invertire è il trend socioculturale degli ultimi anni: il berlusconismo si è fatto portavoce e ha amplificato dei comportamenti sociali che, se prima di certo esistevano, soprattutto a partire dalla campagna elettorale 2001 si sono impiantati nel tessuto sociale del Paese in maniera più forte e convinta. Le tattiche di sopraffazione dell’altrui individuo, l’imbroglio costante, il mancato rispetto delle leggi e delle regole (anche quelle più banali), le smanie di superiorità culturale, ideologica, religiosa ed etnica, le denigrazioni gratuite delle esperienze e dell’istruzione altrui, sono tutti elementi che hanno avvelenato il clima sociale dell’Italia più di quanto fosse già velenoso.
Il berlusconismo ha contaminato anche chi berlusconiano non lo era, comprese varie menti di sinistra.
Il tutto gira intorno alla mediocrità, più o meno cercata, più o meno voluta.
L’italiano mediocre ha una mente passiva (non gli importa di cosa gli viene detto, ma di come e da chi gli viene detto) ed estremamente selettiva (prende per buono ciò che è più semplice da capire); l’italiano mediocre ha una memoria storica debole (ciò che sente al telegiornale di oggi prende il posto di ciò che ha sentito a quello di ieri) e randomizzata (si ricorda di ciò che gli fa più comodo, a seconda della circostanza); l’italiano mediocre è talmente immerso nei programmi televisivi più trash che non ha tempo di informarsi, e quando ha tempo non ne ha voglia. L’italiano mediocre è italiano quando gioca la Nazionale, nelle altre occasioni (e quando si tratta di problemi seri) è toscano, lombardo, campano, siciliano, sardo, calabrese…
L’Italia è la culla della mediocrità: in termini di popolazione, sopra di essa c’è poco, sotto c’è quasi tutto. Il berlusconismo e la sua interfaccia partitica sono i contenitori più popolati da tale mediocrità italiana. Parafrasando e attualizzando Gramsci (tanto per ricollegarmi al post precedente):
Non esiste un partito fascista che faccia diventare qualità la quantità, che sia apparato di selezione politica d’una classe o di un ceto: esiste solo un aggregato meccanico indifferenziato e indifferenziabile dal punto di vista delle capacità intellettuali e politiche, che vive solo perché ha acquistato nella guerra civile un fortissimo spirito di corpo, rozzamente identificato con l’ideologia nazionale.
Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 1 settembre 1924.
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Non posso non essere d’accordo: “Rädda Italien från italienarna!”
@ Ale1980italy: pensa che qualche mese fa è circolata, scherzosamente, l’idea di affidare il governo italiano ad un gruppo di Commissari straordinari esteri: incarico pro tempore, con l’obiettivo di risanare completamente la nostra Repubblica delle Banane…
L’ho letto anche io questo articolo, e non posso fare altro che essere schifato… ma devo dire che sto raggiungendo un livello di “strafottenza” nei confronti delle beghe politiche italiane che mi fa paura, a me che ho sempre creduto nella possibilitá di un posto migliore, mi sa che non ci credo piú.
Tu sei pronto ad essere sfottuto di nuovo per colpa del nano malefico ?
@ Gattosolitario: ti capisco…
Dovrò scegliere se continuare a fare buon viso a cattiva sorte o se fingermi turco, greco, spagnolo o qualsiasi altra cosa… :-)
“Credo di essere affetto da una strana patologia: sono un portatore sano di troppa coscienza politica. Il che, spesso, gioca a svantaggio della parte in cui mi riconosco. Non ho più la forza di turarmi il naso davanti a certe cose, e probabilmente preferisco respirare un po’ di puzza in più piuttosto che tentare di coprirla con un nauseabondo profumo che, lungi dal purificare l’ambiente, peggiorerebbe ulteriormente la situazione. E la situazione è grave.”
Io mi auguro che il “Si può fare” dello spot del PD si possa davvero fare…
Commissari straordinari esteri? Con immensa tristezza mi verrebbe da rispondere: magari! Forse oramai e’ l’unica soluzione. Altrimenti ci vorrebbe il colpo di stato di un gruppo di poeti vagheggiato da Terzani.
Mi acconteterei del peggior governo svedese piuttosto che di vedere ancora Berlusconi..
e i dati sull’affluenza non sono buoni.. purtroppo prevedo, a differenza degli altri giorni, anche il senato al PDL.. e mancano ancora 4 ore e mezza.. che strazio vedere il proprio paese ricadere nelle mani di questo farabutto..
ma li in svezia c’è posto per me e la mia morosa??
lei è insegnante io farei qualsiasi cosa pur di non dover pensare e vedere cosa combina berlusconi..
@ TopGun: al “SI PUO’ FARE” manca il complemento oggetto…
Che cosa si può fare? E perché non dire “Si DEVE fare”?
@ Marco: la Svezia è grande e ci sono solo 9 milioni di persone…il posto c’è! :-)
Un piccolo esempio di quanto scritto sopra:
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008/montalcini/montalcini.html
A me lo spot è piaciuto tantissimo, mi ha proprio commosso e punto nel vivo.
ma a me quel si può fare temo che nei prossimi mesi e anni, mi suonerà come un si può fare…in c*******.
Mi ricordo l’entusiasmo generale dopo che ilvio fu battuto.
finito l’entusiasmo, non si è fatta una legge elettorale, non si è regolamentato il conflitto di interessi….e tante e tante e tante altre cose…. :(
Ragazzi… sembrerebbe proprio che…
….
Ragazzi…non ce l’abbiamo fatta, ora ce lo dobbiamo tenere per 5 anni!!!
Altro che…
Un abbraccio….
@ TopGun: lo spot non ha funzionato…
@ Ale1980italy: non ho parole…
@ AndreA: mi sa proprio che da domani mi cerco un dio e comincio a pregare…
Cercati una Dea e carina se possibile :p
@ TopGun: io la mia Dea carina ce l’ho già :-)
E ALLORA STAI A CAVALLO!!!!
non ci pensà!!!!!!
una mia amica suggeriva sul mio Blog ironicamente ha detto “prepariamoci i passaporti per andare a Milano”.
io ho suggerito la Svezia. almeno lì siamo cittadini Europei noi della terronia.
p.s. come ho già chiesto a Stellan…non è che ti serve qualcuno che ti falca il prato in cambio di un angolino dove dormire? :P
giuro che non sporco e non faccio casino!
@ TopGun: se avessi un prato da falciare non ci sarebbero problemi :-)
[...] cosi’ un giornale svedese titola un articolo sulle elezioni italiane. A proposito rimando al post « Considerazioni Elettorali » sul blog Digressioni Nomadi Postmoderne . L’autore del post spiega come tutti i giornalisti svedesi arrivino alle medesime conclusioni, [...]
Azz federì sei famoso!
Condoglianze…
@ Stefania: altrettanto…