Considerazioni Postelettorali 3
April 26, 2008 by Federico
Alla fine di questo post avevo lanciato una sorta di provocazione: mi chiedevo quale sarebbe stato il dato percentuale delle schede bianche alle elezioni.
La mia curiosità nasceva non tanto da uno sfizio da scienziato politico, ma piuttosto da tutta la serie di constatazioni che si fecero nei mesi successivi alle elezioni politiche del 2006. Un
po’ tutti ricorderanno il libro rimasto anonimo “Il Broglio” e il documentario di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, “Uccidete la Democrazia!”, ad esso ispirato: ne parlai, con toni un po’ concitati, qui e qui.
In ogni elezione democratica che si rispetti esiste una percentuale fisiologica di schede bianche. Certo, tale percentuale può variare a seconda delle contingenze storiche, a seconda delle varie percezioni dell’elettorato e a seconda del clima sociale, ma segue sempre e comunque una determinata e logica tendenza. Detto altrimenti: è impossibile che quel trend subisca significativi cambiamenti nel medio-breve periodo.
E’ una sorta di “Effetto Sismografo”. Dopo un terremoto, le onde sismiche non tornano immediatamente alla normalità: anche se la calamità non è più percepibile fisicamente, lo strumento rileva ugualmente i vari assestamenti, di intensità via via minore.
Lo stesso discorso vale per le schede bianche: dopo un ipotetico “terremoto elettorale”,
potenzialmente dovuto a svariatissimi fattori, ogni tendenza elettorale ha bisogno di tempo per stabilizzarsi nuovamente.
Consideriamo le elezioni politiche del 2001 come il nostro “terremoto di schede bianche”: in quell’occasione la percentuale di schede immacolate depositate nelle urne si è attestata intorno al 4,2%, il massimo storico. Nel 2006 tale percentuale si è ridotta di oltre tre punti, piazzandosi vicino al minimo storico (che risale, comprensibilmente, alle prime elezioni parlamentari del 1948). Una tendenza che negli ultimi cinquant’anni era (sebbene incostantemente) in crescita, è crollata improvvisamente al di sotto della media.
Se la scienza politica, la statistica e la sociologia non sono riuscite a spiegare tale completa ed improvvisa inversione di tendenza, ancora meno hanno potuto di fronte ai dettagli del fenomeno: nessuno è riuscito a capire il motivo per cui la soglia di schede bianche si è livellata - in modo pressoché identico - in tutto il Paese. Sia nelle circoscrizioni in cui il voto bianco è sempre stato diffuso, sia in quelle in cui è sempre stato limitato, la percentuale di schede non votate si è stabilizzata intorno alla media nazionale. Non era mai successo in precedenza, e in una democrazia affermata è impossibile che succeda “naturalmente”.
Ma il dato più sconcertante in assoluto è un altro: il numero di schede bianche “mancanti all’appello” corrisponderebbe a quel numero di voti “in più” che hanno permesso a Forza Italia di accorciare - contraddicendo previsioni e exit-poll - quell’enorme forbice che le prime proiezioni avevano reso nota. E ciò risulta più controverso se si pensa ad un altro elemento: l’elettore che vota scheda bianca è statisticamente un “recidivo“; e tale elettore, se decide di cambiare il suo comportamento all’interno della cabina, lo fa presumibilmente in favore del “cambiamento“, non in favore di una “conferma”.
Detto altrimenti: nel 2006 la dose maggiore di dissenso apparteneva - fisiologicamente - al centrodestra, in quanto governo uscente; ed in una democrazia è difficile (anche se non impossibile) immaginare un elettore, che votava scheda bianca in precedenza, optare per una conferma all’esecutivo in uscita!
Lo spaventoso rallentamento (e blocco) del flusso dei dati e l’inspiegabile ritardo con il quale è giunto il risultato finale (a notte inoltrata), sono stati solo gli effetti collaterali di questo strano accadimento.
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Grazie a 
Cavolo!
Anche io all’indomani del voto ho sercato i dati sulle schede bianche e le nulle, senza trovarli.
Ua volta, più o meno correttamente si assommavano alla astensione, per calcolare il dissenso, o almeno il non consenso.
@ Anna: questa cosa che i dati siano stati pubblicati “on demand” offusca ancora di più la situazione…
Io sarò felicissimo se arriveranno le smentite e le delucidazioni necessarie! Spero davvero di aver preso un granchio!