Cara Unione Europea,
io e te non siamo stati mai grandi amici. Sì, lo so, hai tante buone qualità ma anche tanti, troppi difetti. Tanti anni fa decisi mea sponte di informarmi su di te: facevi parte della mia vita, decidevi tanti aspetti delle mie giornate sociali, eri cosa interessante e piena di fascino. Eri un fenomeno da studiare. Come sono solito fare, anche con te ho deciso di cominciare dalla tua storia: il conte Coudenhove-Kalergi, i tuoi avi CEE e EURATOM, la degaulliana sedia vuota, il thatcheriano “I want my money back“, Ventotene e Spinelli, Jean Monnet,
il Testo Unico, Maastricht, l’Euro…Poi ho dovuto capire il tuo funzionamento pratico, e addirittura il tuo diritto! Ricordo ancora con chiarezza i pomeriggi, le sere, le notti in tua compagnia; ricordo quanta fatica ho fatto per comprenderti a fondo…ricordo quanto fosse interessante, ma anche – a volte – quanto fosse noioso…
Pian piano ho cominciato a conoscerti, ma il tuo carattere e i tuoi sentimenti non mi rendevano entusiasta della nostra giovane amicizia. Anche i tuoi comportamenti, pian piano, cominciavano a sembrarmi ambigui: a volte mi hai trovato d’accordo, altre volte (tante) mi sono unito al coro dei tuoi numerosi critici. Eh sì, era come se tu facessi le cose con doppio fine; era come se il tuo spiccato altruismo mascherasse in realtà un profondo egoismo; era come se il tuo desiderio di essere amica di tutti fosse il pretesto per essere amica di pochi, dei più simpatici, dei più ricchi. Ricordi quando invitasti quei nuovi amici nel tuo palazzo? Al loro arrivo hai ritirato il loro dono, gli hai spediti nell’ultima stanza, e gli hai offerto i resti della cena del giorno prima. Avresti dovuto vedere le loro facce! Loro che pensavano che al tuo palazzo si mangiasse bene, e si mangiasse tutti! Si sono dovuti ricredere, cara Unione Europea.
Non che gli altri tuoi ospiti abbiano avuto miglior trattamento: solo tu ricordi i litigi e le riappacificazioni, le carezze e i pugni che vi siete scambiati, gli inutili compromessi che talvolta avete raggiunto. Certo: ci sono stati anche momenti belli, di vera unione, di vero progresso. Ma capisci bene che le amicizie non si valutano solo dai momenti di gioia: le vere amicizie si scoprono nel momento del dolore, cara Unione Europea!
Il tuo palazzo stava diventando sempre più pieno, non è vero? Ti sei stancata di costruire qualche stanza in più, come ogni tanto capitava? E’ per questo motivo che hai cercato di buttar giù i muri interni? Speravi forse che tutti i tuoi ospiti sarebbero stati d’accordo a condividere i servizi, a condividere la mensa, a condividere la cappella con i rispettivi ex vicini di stanza? Speravi che il tuo vero scopo fosse ad un passo
dalla realizzazione? Beh, ti sbagliavi. E hai sbagliato nuovamente quando hai cercato, dopo due anni dal primo tentativo, di procedere al tuo progetto edilizio sostituendo la demolizione controllata con un più rude sistema di cariche esplosive.
I primi muri stavano cominciando a cadere, gli altri sarebbero caduti presto, silenziosamente. Ma un tuo ospite, probabilmente quello che ha beneficiato di più del tuo palazzo, ha deciso di mantenere invariato il suo piccolo angolo: l’Irlanda ha detto No al Trattato di Lisbona. E non mi dispiace affatto, cara Unione Europea.
Concludo, dicendoti che solitamente dagli errori si impara: ho i miei dubbi, ma spero che questa massima si possa applicare anche a te. Spero altresì che dimostrerai presto di voler remare nella direzione più giusta: quella dell’Uomo, e non quella del mero interesse da nuovo ordine mondiale. Ci incontreremo ancora, nel bene e nel male, ne sono sicuro.
Federico














Perchè sei a favore?
Io avrei preferito che l’Irlanda avesse aderito.
L’unione non può fare comodo solo quando manda soldi…
Io sono sempre stato un fautore dell’EU, e vivendo in Svezia capisco ancora di piú quanto sia fondamentale perché i popoli europei siano una sola cosa. O vogliamo ripetere quello che é successo 60 anni fa? Io gli irlandesi li caccerei a calci nel xxxx (scusa la volgaritá!). Insomma non vogliono l’EU ? Che se ne vadano e poi vediamo cosa succede!
L’Europa unita é secondo me l’unica speranza per il futuro.
Ragazzi, capisco il vostro rispettabilissimo punto di vista. Mi rendo conto che la mia “lettera”, superficiale e a tratti provocatoria, non chiarisca affatto il mio pensiero e che lo renda anche facilmente travisabile. Premetto che, prima o poi, scriverò un post un po’ più dettagliato. Per ora dico che non sono totalmente in disaccordo con l’Europa, ma non posso dirmi nemmeno totalmente d’accordo.
A parte la carenza democratica, l’eccesso di burocrazia, la lontananza delle istituzioni dai cittadini, il sistema europeo è interamente basato su principi liberali e liberistici che non hanno niente a che fare con la “creazione” (già il termine non mi piace) del popolo europeo. L’intenzione è quella di racchiudere in una sola voce (europea) tutte le altre voci (stati), in modo assolutamente unilaterale. E’ un po’ ciò che è successo con l’Unità d’Italia…tuttora si vedono gli effetti.
Se dal punto di vista economico è stato fatto (e come risultato si è ottenuta la creazione di un forte euro da contrapporre al dollaro, che ha portato indubbi benefici ma anche molte iniquità) dal punto di vista politico è molto più difficile e più pericoloso.
In questi cinquant’anni si è creato un “corpo europeo” abbastanza completo, ma senza struttura ossea (cittadini). E’ un corpo che è sopravvissuto (con tante difficoltà) grazie alle banche e ai gruppi di interesse, ma che non ha mai imparato a stare in piedi autonomamente. Nel lungo periodo un sistema tale è destinato a crollare.
Non per niente il Trattato di Lisbona prevede(va) la possibilità di recesso dall’Unione, e non per niente è in corso da tanti anni un dibattito sul perché e come creare una “seconda” Unione Europea (diversa da quella attuale).
Anch’io sogno l’unione dei popoli, anch’io vorrei un’Unione in grado di compattarsi uniformemente contro le insidie che ci attendono nel futuro, ma per raggiungere l’obiettivo occorre cambiare tante cose (mantenendo ovviamente le cose positive).
Per quanto riguarda gli Irlandesi: l’Irlanda ha deciso di sottoporre a referendum il Trattato. Ad esempio la Francia – che non ratificò la Costituzione Europea (la quale era molto molto simile al Trattato di Lisbona) perché non passò il referendum – questa volta ha deciso di ratificare mediante voto parlamentare il Trattato.
So che per molti cittadini votare per l’Europa equivale ad esprimere un giudizio sul proprio governo nazionale, e so che per la maggior parte dei essi è difficile informarsi realmente sulle questioni europee. Ma a me la democrazia distorta, o l’uso opportunistico del parere dei cittadini, sono cose che non mi piacciono e che vanno contro il sentimento europeo.
Tengo a precisare che non sono assolutamente un nazionalista, e che non mi rispecchio a priori in nessuna tendenza euroscettica (di destra, di sinistra, della Lega Nord).
Grazie del vostro parere!
Un saluto!
Il dibattito è certamente articolato e non si può esaurire così.
Ovvio.
La tua lettera non è superficiale e, ci mancherebbe, il tuo punto di vista non è certo meno rispettabile del mio.
Concordo con te su molte delle critiche che muovi, però non ratificare il trattato di Lisbona non è sano.
La tigre celtica è diventata tale e ha vissuto un boom imponente grazie all’imperfetta Unione Europea che abbiamo oggi.
Cosa sarebbe la vivace e dinamica Spagna senza l’Europa?
E i salti in avanti che stà facendo un Portogallo pieno di buona volontà?
Quoto quello che dice Gatto in toto, pure i calci purtroppo :(
Non sono mai stato in Irlanda ma ho da sempre un amore incredibile per quel paese.
E credo che la scelta non sia saggia.
Per fare le modifiche di cui parli tu Federico, modifiche che ci vogliono, bisogna essere dentro all’unione!
L’Europa unita è davvero un enorme speranza per il futuro e credo che chi ne resta fuori se ne pentirà.
Poi ne riparliamo…però non scrivere troppo che poi ci stanchiamo a leggere :P
@ TopGun: chiedo perdono per la mia noiosa prolissità! Dovrò scrivere a puntate! :-)
Hai ragione, il discorso è articolatissimo ed è semplice fare confusione, più di quanto si immagini!
Credo che il primo passo da fare sia distinguere aspetto politico e aspetto economico della struttura europea, poi si potrà scendere nel dettaglio. E lì ci sono tante sorprese…
A presto!
le migliori parole in questo caso sono quelle del nostro Presidente Napolitano.. chi vuole rimanere rimanga, chi non è d’accordo può decide liberamente di uscire..
l’italia senza UE sarebbe messa peggio dell’argentina.. si è vero la UE ha i suoi pro e i suoi contro ma la bilancia alla fine pende sempre a grandissima maggioranza dalla parte dei pro..
in tutti i “test elettorali” le affluenze sono state bassissime.. ed inoltre queste politiche comunitarie non devono, a mio avviso, essere giudicate dai cittadini.. sono cose troppo importanti, troppo lungimiranti per essere decise dall’uomo medio della strada.. che per sua natura normalmente è più conservatore e pessimista che avanguardista e ottimista..
io vorrei federe nel futuro (50 anni?) una UE federale sul modello USA.. ma con un pò meno poteri al super presidente e un pò di più agli stati confederati..
@ Marco: è vero, l’Italia senza UE (e senza Euro!) non immagino come sarebbe!
Se sono un po’ scettico quando affermi che ci sarebbero più pro che contro, mi trovi nettamente contrario sul non far votare i cittadini. Hai ragione: le questioni sono troppo importanti, ed è vero che l’uomo medio è normalmente più conservatore e pessimista, ma io credo nella “democrazia sempre e comunque”.
L’Europa che tutti sogniamo è un’Europa dei popoli, o no? Sono i popoli che devono decidere i loro destini, nel bene e nel male. E non si può usare il loro voto solo quando fa comodo. Poi che i popoli possano votare contro i propri interessi è vero, è un triste effetto collaterale della democrazia. Ma siamo sicuri che i politici europei voterebbero in favore degli interessi dei popoli?
Un sistema basato sulle lobbies politiche e finanziarie non può per natura fare gli interessi generali. In un sistema liberista saranno sempre e comunque i più deboli a rimetterci.
Mi spiace se al momento non posso scendere nel dettaglio…so che è troppo facile parlare senza spiegare nel dettaglio le proprie motivazioni…nel prossimo futuro cercherò di chiarire meglio la mia posizione…magari dopo l’estate :-)
Comunque, grazie anche a te per le opportunità di confronto e di dialogo che puntualmente offri.
Il tuo ultimo commento mi fa pensare a una cosa…
premesso che ank’io sono per la democrazia sempre e comunque, e che condivido il discorso sulle lobby…in Italia in questi giorni s’è parlato più di quel famoso manager di formula uno che si è sposato con una di quelle bravissime conduttrici che abbiamo in Italia…del trattato di Lisbona nessuno ne sa niente……………O_o
@ TopGun: molto più importante il matrimonio, ovviamente! Anzi…mi sa che dedico uno dei miei logorroici post al fatto che Naomi non è stata invitata…;-)
Nooooooooooooooooo non ha invitato Naooomi???
ma che cafonazzo!!!