Credo che ogni Paese civile che si rispetti abbia, all’interno del suo DNA sociale, una soglia, un limite superato il quale l’opinione pubblica effettua un passaggio di stato: da quello – più o meno passivo – del controllo, a quello – più attivo – della “voce”. Fenomeno tanto più accentuato, quanto più è pubblicamente importante il personaggio che – creando “scandalo” – supera il suddetto limite.
La soglia-scandalo ovviamente cambia da società a società: in certi Paesi è immorale evadere le tasse, in altri avere un/una amante, in altri ancora aver rubato una mela. I vari tipi di “scandalo”, nei Paesi civili che si rispettano, provocano sempre delle reazioni. Tali reazioni, molto spesso, portano persino a delle conseguenze concrete. E per un personaggio pubblico/politico le
conseguenze si traducono frequentemente con le dimissioni dall’eventuale incarico ricoperto.
Come è successo in Svezia quasi tre anni fa, tanto per fare un esempio a me vicino: due ministre del neo Governo Reinfeldt furono spinte a rassegnare le dimissioni per non aver pagato il canone televisivo negli anni precedenti e per aver assunto in nero delle collaboratrici domestiche. Poche migliaia di euro di evasione totale, ma un danno di immagine inquantificabile.
In Italia la soglia-scandalo, se esiste ancora, non la si vede più. Negli ultimi quindici anni l’orizzonte si è tristemente incupito, le coscienze si sono assopite e continuano a rimanere dormienti, là, sul divano, davanti alla televisione.
La bagarre degli ultimi giorni tra Silvio Berlusconi ed (ex) consorte è una conferma di quanto appena detto, e di quanto affermato tante volte in
precedenti occasioni: l’intera faccenda non è e non deve essere solamente di carattere privato, perché non si tratta di un banalissimo – per quanto illustre – divorzio. Non si tratta di discutere di sentimenti, di dettagli economici, di dignità offese, questi sì, particolari strettamente privati. E’, invece, questione di equilibrio mentale e di etica: tali elementi, se riguardano un soggetto politico, devono essere tema di dibattito pubblico.
La faccenda è molto più complicata di un divorzio privato, perché ha toccato un punto nevralgico dell’intera figura (e psicologia) pubblica di Berlusconi: se anche non si considerano le dichiarazioni di Veronica Lario, in questa circostanza è emersa – in tutta la sua evidenza e come mai prima era successo – l’estrema debolezza di base del Presidente del Consiglio. Il quale, nel tentativo di negare, ha confermato ogni sospetto. Anche quello più imbarazzante.
Berlusconi è un edificio progettato da Renzo Piano ma costruito su fondamenta della Impregilo. Difficile criticarne “estetica” e funzionalità, ma estremamente distruttivo pungerne le fondazioni. Di calcestruzzo, per giunta. Veronica, se prima aveva sporadicamente punzecchiato, ora ha spudoratamente trivellato la struttura portante del marito. E parecchi calcinacci della facciata sono caduti.
In un Paese civile che si rispetti, anche un simile cedimento avrebbe portato a conseguenze rilevantissime: un’opinione pubblica compatta, a prescindere dalle preferenze elettorali, avrebbe alzato la “voce”; una opposizione opportunista e attiva avrebbe scavato nella ferita; i mezzi di informazione avrebbero gridato alla vergogna…e il buon Silvio, coda fra le gambe, si sarebbe dimesso.
In Italia no. In tutto questo trambusto l’italiano è rimasto dormiente nel divano, ma con un occhio ben aperto sulla tv gossipara davanti a sé: più comodo ed intellettualmente stimolante vedere Bruno Vespa – con lingua e pala in mano -
raccogliere i calcinacci caduti, piuttosto che incuriosire la propria coscienza chiedendosi i motivi per cui quei calcinacci si siano staccati dalla facciata dell’intoccabile Berlusconi.
L’altro occhio, quello chiuso ermeticamente da secoli di cispa, è rimasto inattivo: non ha potuto vedere che il “Napoleone” di Brianza ha cercato di mascherarsi – mai come questa volta – con un cerone vecchio e pesante; non ha potuto verificare quanto gli calzino a pennello i duri attributi pronunciati dalla moglie; non ha potuto constatare quanto la psicologia di “Papi” si avvicini pericolosamente alle pazzie storiche di alcuni personaggi del passato. Il tutto, grazie anche alla complicità di mezzi di informazione e di opposizione.
Vedremo che effetto avrà questa vicenda, soprattutto in chiave “Elezioni Europee”. Percentuali bulgare a parte, io confermo quanto detto nelle ultime settimane: qualche voticino, il buon Silvio, lo perderà.
[Edit 8 maggio 2009: segnalo questo articolo di Giuseppe d'Avanzo, abbastanza in sintonia con il mio post]
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Metilparaben mi invita a segnalare un’iniziativa contro i manifesti elettorali abusivi che tappezzano le nostre città. Chi volesse saperne di più può cliccare qui.











posso linkare e segnalare questo post in giro?
ciao.
Prima o poi doveva autodistruggersi uno così.
@ TopGun: certo, ti ringrazio tanto!
@ Stefania: sì…peccato che il passatempo della “sinistra” sia quello di ricomporre il puzzle, in tutti i suoi miliardi di pezzettini!
@Stefania non sono convinto che sia distrutti+o.
@Federico figurati.
Il tuo post mi e’ stato segnalato da Top Gun e l’ho letto con avido interesse. Osservo anche io da lontano i fenomeni italici di cui sono parecchio a conoscienza, per formazione e per mestiere. Concordo su quasi tutta la tua disamina e sono anche io stordita dal baraccone felliniano che ho osservato l’atra sera di cui conosco quasi tutti i protagonisti mediatici. Non mi stupisco piu’ di quello che vedo e credo anzi di poter prevedere che le cose peggioreranno sempre. Il divorzio fra i due Berlusconi e’ solo un’altra pagina di una farsa che coinvolge tutti. Il gioco delle parti fra la sinistra e la destra finisce per affogare il paese che ormai e’ in coma. Le colpe le distribuisco equamente fra i due schieramenti. In questo scandaloso mercato che e’ il nostro paese c’e’ di compra e chi si fa comprare e chi acquiesce tacendo, come la stampa. So per certo che esiste una Italia migliore cacciata a calci da chi impone un regime di immeritocratica bassezza morale e culturale–insopportabile per chi ha visto altro. Ti seguiro’ con interesse, Marialuisa
E’ una vicenda pubblica, sono completamente d’accordo:
http://ale1980italy.wordpress.com/2009/05/07/silvio-veronica/
Aspetto un post su questo:http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_09/elezioni_finlandia_berlusconi_ec46e16e-3cb0-11de-a760-00144f02aabc.shtml
Una separazione è un momento privato e doloroso che purtroppo segna negativamente la propria esistenza.
Andrebbe vissuto nel privato, ma in quanto personaggi pubblici tutto ciò è diventato Gossip anzi un Gossippone.Peccato che anche noi non possiamo divorziare da Sivio!
Federico una specie di divorzio lo ha chiesto e ottenuto però…;)
@ Maria Luisa: sono totalmente d’accordo con te. Purtroppo le complicità dei piani alti non fanno emergere quel che di positivo c’è ancora in Italia e in tanti italiani. All’estero questo fenomeno è ancora più evidente, non solo perché il numero di “cervelli in fuga” sta (nuovamente) aumentando, ma anche perché – almeno nel mio caso – l’esilio (che è stato volontario) sta progressivamente assumendo una consapevolezza di libertà difficile da spiegare.
Ormai vedo l’Italia come una gabbia di isolamento dal resto del mondo, e i poveri italiani come prigionieri – più o meno consapevoli – di un grande carcere all’aria aperta. Dal quale si può ancora scappare, per fortuna.
Grazie per il tuo commento! A presto!
@ Alessio: d’altronde è lo stesso Berlusconi che ha sempre politicizzato la sua vita privata. Effetto boomerang!
@ Maurice: sì, è l’ennesima volta che – soprattutto qui al nord – Berlusconi viene preso come esempio da non seguire, come termine di paragone opposto ai propri valori.
@ Cinzia: purtroppo è così, e vivere da “separati in casa” non è bello, lo so.
@ TopGun: innanzi tutto ti ringrazio per la segnalazione del mio post. Poi ti dico che sì, una sorta di divorzio l’ho ottenuto. Ma – metaforicamente parlando – è un divorzio “senza alimenti”, che lascia comunque l’amaro in bocca: l’Italia è pur sempre la mia prima casa.