Le Orme, Amico di Ieri, 1975.
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Quando si fanno le scelte di vita, quelle importanti, tornare indietro è difficile. Ci si affida allora ai dubbi di rito “Se fossi rimasto… Se non fossi partito… Se avessi accettato quella proposta…“, ai ricordi, e alla idealizzazione del proprio passato. E’ un mix turbolento che in certi periodi si fa più vivo nei miei pensieri, è una sensazione che oscilla tra l’assurdità pirandelliana de Il fu Mattia Pascal e le dimensioni parallele del più leggero Sliding Doors.
A ciò si aggiunge la lontananza da casa: non soltanto da quell’edificio in fredda muratura che ha circondato tanti giorni della vita, quanto da quel concetto astratto, percepibile solo dai sensi, in grado di riscaldare anche i momenti di più dura solitudine. E per noi Sardi, come scrissi qualche tempo fa, esiste davvero quel fattore in più, nominato per semplicità “mal di Sardegna”.
In certi momenti vorrei avere la spiaggia di Cagliari ad un chilometro da casa, proprio come qualche anno addietro: passeggiare nel suo deserto d’autunno, respirare lo scirocco d’Africa “intriso di sabbia”, accompagnare con lo sguardo il tramonto dietro la città, bagnarmi di pioggia rossa di Sahara. In certi momenti quel “vento d’autunno, amico di ieri” mi manca davvero, nonostante sia stato lui a guidarmi verso “una nuova realtà”, spinto “da un sogno di libertà”, proprio come fece con gli “antichi pionieri”.
E forse è proprio perché ormai sono in una nuova realtà che sarebbe sbagliato tornare indietro, ricercare l’origine di quel vento, e aspettarsi che tutto sia esattamente come tutto era. Sono davvero pochi gli amici di ieri ad essere ora amici di oggi: probabilmente anche lui, il vento, si è stancato di consigliare la strada e di accompagnare i pensieri. Probabilmente ora, quel vento, “toglie il sonno a chi riposa, sporca solo la città”. E basta.
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Cagliari al tramonto











Toccherà anche a me presto, un po’ di mal di Sardegna
Sono i sacrifici che si fanno per la libertà..
Ecco, oggi c’è proprio quel vento la… ;)
Un abbraccio dall’Isola! :)
@ Stefania: ah già, il viaggio in Spagna vero?
@ Jim: sì, speriamo solo che i sacrifici vengano ripagati prima o poi…
@ AndreA: mmm, i reumatismi di una persona che conosco io non saranno felici ;-)
Un abbraccio anche a te!
SINESTESIE DELL’ANIMA, di un miscuglio di colori che sanno di dolcezza, una canzone che mi ricorda un tepore, quel gusto morbido e vellutato di una pesca appena raccolta, il calore della brace di un camino che sa di castagne,l’odore del freddo e la nostalgia di un tramonto sul Reventino, col vento che taglia le guance e quel fiotto di lacrime nero di mascara, profumo di giurranda e vertigini di cielo……
@ Cinzia: che commento toccante…sono in pochi a percepire il suono dell’anima ed a riuscire a trasformare in poesia le piccole grandi cose di ogni giorno…tu sei una di loro. Grazie per essere passata di qua.