Il boicottaggio è una delle forme non convenzionali di partecipazione politica. Le sue effettive possibilità di successo dipendono da svariati fattori: l’organizzazione più o meno efficace dell’azione, la diffusione delle relative informazioni più o meno estesa, la capacità di sensibilizzazione più o meno alta, il grado di consenso più o meno elevato, l’obiettivo da perseguire più o meno raggiungibile.
Il boicottaggio è una forma di protesta che mira ad ostacolare o ad impedire che una qualsivoglia azione inizi o prosegua, e che ha il fine di provocare un “danno” - economico, politico, d’immagine - al soggetto boicottato. La sua maggiore o minore efficacia dipende dal rapporto (quantitativo ma soprattutto qualitativo) che contrappone boicottanti e boicottati. In parole semplici: il boicottaggio ha successo se è in grado di far valere i suoi interessi a dispetto di quelli della controparte; viceversa, il boicottaggio fallisce se gli interessi della controparte sovrastano quelli del boicottaggio.
Mesi fa si parlò di
un possibile boicottaggio duplice, sia politico che sportivo, delle Olimpiadi 2008. Ad oggi, pare che gli atleti non verranno coinvolti in questioni non sportive e che potranno gareggiare, concretizzando il loro duro e pluriennale lavoro. Al contrario, la possibilità di un generale boicottaggio politico è sempre più concreta: tanti governi hanno già comunicato la propria intenzione di “disertare Pechino” per manifestare il proprio dissenso ai dirigenti e alla politica della Repubblica Popolare Cinese.
Anche il Governo Italiano non invierà nessun alto rappresentante (anzi, ancora non si sa) alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi. Decisione ottima, la migliore che si potesse prendere, ma inutile. E lo dico senza ironia.
I motivi ufficiali di tale probabile boicottaggio si conoscono: la Cina è un regime non-democratico, autoritario, repressivo, monopartitico e “per giunta comunista”; la Cina non riconosce la volontà di autodeterminazione di alcuni popoli e anzi ne limita - anche mediante l’uso della forza - la loro estrinseca realizzazione; la Cina è complice di altri regimi non-democratici e di misfatti internazionali; la Cina è maestra del dumping e disconosce i diritti umani. La Cina è tutto questo, e quindi “non si merita” tutto lo spolvero internazionale che offre una manifestazione globale importante come quella delle Olimpiadi.
Anche se occorrerebbe precisare alcuni aspetti, dichiararsi d’accordo - in linea generale - con tali considerazioni, è un atto dovuto.
Le motivazioni un po’ meno ufficiali sguazzano nella penombra delle relazioni internazionali, tanto a livello meramente politico, quanto a livello economico e finanziario. Ma stavolta non scenderò nel dettaglio.
Posted in La Pulce nell'Orecchio, Politica e Società | Tagged Boicottaggio Olimpiadi, Cina, Olimpiadi Pechino 2008 | No Comments »
il Testo Unico, Maastricht, l’Euro…Poi ho dovuto capire il tuo funzionamento pratico, e addirittura il tuo diritto! Ricordo ancora con chiarezza i pomeriggi, le sere, le notti in tua compagnia; ricordo quanta fatica ho fatto per comprenderti a fondo…ricordo quanto fosse interessante, ma anche - a volte - quanto fosse noioso…
dalla realizzazione? Beh, ti sbagliavi. E hai sbagliato nuovamente quando hai cercato, dopo due anni dal primo tentativo, di procedere al tuo progetto edilizio sostituendo la demolizione controllata con un più rude sistema di cariche esplosive.

Speravo in questo risultato: credo nella figura rivoluzionaria di Obama, credo nella bontà delle sue intenzioni, credo nel suo marcato pacifismo. Ma tra lui e lo Studio Ovale ci sono ancora cinque mesi (sette se si vuole essere precisi), un tenace John McCain, e tutto un insieme di elementi che meriterebbero attenzione (politica economica, politica internazionale, Irak, Iran, Cina, questione palestinese, lobbies, etc.).
precisare il ministro - ma trovando i modi con cui volontariamente si possano riavvicinare le nuove generazioni ai valori che promanano dalle Forze armate. Valori di identità nazionale, di amore per la Patria, di attaccamento alle nostre tradizioni e alla nostra cultura, di senso di responsabilità: valori importanti”.
all’interno degli eventuali campi-scuola militari! Il “rispetto della gerarchia” è un qualcosa che mi inquieta…





Grazie a 