Siamo in tanti, e siamo sempre di più. Parlo dei blogger italiani in Svezia. Mauro ha avuto la brillante idea di organizzare un piccolo raduno, che si terrà a Stoccolma il 25 ottobre prossimo. Io sarò in piena fase trasloco, ma spero comunque di poter partecipare. L’invito è aperto a tutti eh! ;-)
Piove, fa freddo. Stoccolma diventa sempre più scura, malinconica, autunnale. Quest’anno pare che l’inverno abbia molta fretta di arrivare: le foglie a tremare sui rami sono rimaste in poche, i tetti delle case si svegliano già ghiacciati, e il vento è sempre più pungente. Unica cosa da fare è consolare l’animo con qualche buona kanelbulle…
La bocciatura del Lodo Alfano è una buona notizia. E’ una sentenza giusta e corretta, ma attenzione: non risolve nessun problema. Al di là di tutto, dà comunque un bello schiaffo morale a Napolitano. E se lo merita tutto.
Forse sbaglio ma, alle volte, alla qualità preferisco il risparmio. Ieri mi serviva un nuovo spazzolino da denti; vedo un’offerta: otto spazzolini al prezzo di dieci corone. Un niente. Decido di prenderli.
Tornato a casa, per curiosità, leggo il testo nel retro della confezione: luogo di produzione, contenuto, caratteristiche varie. In svedese è comprensibile (e, credo, anche corretto); in inglese idem, in italiano…
Mi dispiace non poter vedere la puntata di Annozero di stasera. Le polemiche circolate in questi giorni, la presenza della D’Addario, e la curiosità sull’impostazione del programma erano ulteriori incentivi per accendere su Raidue. Peccato.
Una cosa preventiva, però, la voglio comunque dire: non è un tantino esagerata la presenza della D’Addario? Il rischio non è quello di cadere nel gossip, e questa volta veramente? Che ruolo ulteriore può giocare la prostituta del Premier, oltre a quello che ha già giocato nei mesi scorsi?
Se qualcuno di voi vede il programma, mi faccia sapere le proprie impressioni.
Il Feta è un formaggio greco, di latte di pecora, fresco e salato. Nonostante non ami particolarmente i latticini, io ne vado pazzo: lo metto nelle insalate, nelle torte salate di spinaci e di peperoni, nella pasta…
Formaggio Feta
Qualche mese fa, il fattaccio: in una confezione di Feta ho trovato un piccolo ricordino lasciato da un operaio del caseificio. Per ragioni di ordine pubblico preferisco censurare l’esatta provenienza dell’oggetto, ma i più perspicaci capiranno senza problemi.
Ordunque che fare? Decido per il reclamo via internet. Compilo un form nel quale spiego l’entità dell’intruso, inserisco il codice del prodotto, il mio indirizzo e la mia email. Il giorno dopo la risposta: l’azienda mi prega di inviare il reperto “per le dovute analisi”, senza affrancatura, via posta ordinaria! Impacchettato per bene, lo invio.
Oggi l’epilogo. Con una lettera, l’azienda – sul diffidente andante – si scusa per il “noioso” episodio, mi fa presente quanta importanza dia alla sua politica di igiene (e qui non potrebbe essere diversamente), e mi invita “volentieri” a comprare altri prodotti della catena usando i buoni d’acquisto – 70 corone in totale – allegati alla missiva. In più mi invia due piccoli ricettari.
Ok, ora mi chiedo: cosa sarebbe successo in Italia per un caso simile? L’azienda si sarebbe dimostrata così disponibile? Mi avrebbe risarcito per il “noioso” episodio? E i ricettari, me li avrebbe mandati? Ho i miei dubbi.
Ciò che mi sconvolge di più, però, è un altro quesito: a qualcuno sarà mai capitato di inviare un pelo via posta?